Vediamo meglio nel dettaglio chi sono i soggetti che possono richiedere un prestito tramite la cessione del quinto.

Ad oggi, nel 2018, secondo quanto stabilito dal DPR 180/1950 e successive modifiche, possono richiedere la cessione del quinto:

  • Lavoratori dipendenti pubblici, statali o parastatali
  • Lavoratori dipendenti di aziende private privati
  • Pensionati sia pubblici che privati, iscritti a qualsiasi ente pensionistico

Vediamo meglio qualche casistica.

Per i lavoratori che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato, solitamente non ci sono problemi ad accedere al finanziamento.

Nel caso dei dipendenti privati con contratto di lavoro a tempo determinato, la cessione del quinto del salario non può avere una durata superiore
al periodo di tempo che intercorre tra l'erogazione del prestito e la scadenza del contratto di lavoro. Quindi per fare un esempio se un dipendente
ha un contratto a tempo determinato della durata di 2 anni, potrà ottenere un prestito con cessione del quinto dello stipendio di durata non superiore ai 24 mesi.

I lavoratori con rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale e altri rapporti di collaborazione che si concretizzino in una prestazione di opera
continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato, di durata non inferiore a 12 mesi, possono cedere un quinto del
loro compenso (sempre calcolato al netto delle ritenute fiscali), a condizione che questo abbia carattere "certo e continuativo". Anche in questo caso la
durata del prestito non può eccedere il tempo che intercorre tra la sottoscrizione del finanziamento e il termine del contratto di lavoro.

Per questo motivo i dipendenti neoassunti possono avere difficoltà ad ottenere un prestito con la cessione di un quinto. In casi particolari, però, è possibile
che alcune finanziarie eroghino ugualmente la cessione. Potrebbe essere il caso del neoassunto che al termine del periodo di prova verrà assunto a tempo
indeterminato, o che abbia un'anzianità lavorativa di almeno sei mesi, o che sia neoassunto in una grossa azienda società per azioni (spa).
In generale le condizioni variano a seconda dell'ente erogante.

Per quanto riguarda gli apprendisti, cioè i dipendenti assunti con contratto di apprendistato (rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni, e che prevede
un periodo di addestramento da parte dell'azienda per la formazione del giovane), si tratta di un contratto di lavoro a tempo determinato.
Per questo motivo, dopo la riforma attuata con l'articolo 13-bis della Legge 80 del 2005, gli apprendisti possono accedere alla cessione del quinto siccome
hanno un reddito continuativo. Come per gli altri casi visti sopra, la durata non può superare il periodo che manca alla fine del contratto di apprendistato.

Per quanto riguarda i lavoratori delle cooperative, di fatto questi non hanno un contratto di lavoro a tempo determinato, in quanto per legge sono soci
della cooperativa e non dipendenti della stessa. Per questo motivo non possono accedere alla cessione di 1/5.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti delle aziende pubbliche e statali iscritti alla gestione ex INPDAP dell'INPS, questi possono ottenere varie
tipologie di prestiti con cessione del quinto, tra cui quelli erogati direttamente dall'INPS, che dal 1/1/2012 è subentrato all'INPDAP, che è stato soppresso.
Si tratta ad esempio dei dipendenti di enti pubblici, pubblica amministrazione, enti locali, ministeri, forze dell'ordine, ministeri, enti statali e parastatali.

Non possono invece accedere alla cessione i dipendenti di ditte individuali, i lavoratori autonomi, i pensionati che ricevono solamente la pensione di
invalidità o di inabilità, quelli con solo la pensione minima.

 

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